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Col nome di pietra
di Luserna si vuole indicare una delle varietà più conosciute
di gneiss lamellare, che affiora su un'area
di circa 50 Km quadrati, tra la Val Pellice e la Val Po. Si tratta di una
roccia metamorfica composta da stratificazioni di - quarzo - feldespato
- mica a struttura grossolana, ampiamente escavata nei comuni di Luserna
San Giovanni, Rorà e BAGNOLO. Sin dalla notte dei tempi le ordinarie
pietre, che costituiscono ancor oggi la maggior parte dei prodotti delle
cave, sono estratte dalla loro sede naturale ed utilizzate dall'uomo per
costruire strade e per edificare e adornare la propria abitazione.
L'estrazione
dei materiali di cava può essere considerata fra le più antiche
e tradizionali attività dell'uomo. A testimonianza di ciò
c'è la LUSERNA, la cui estrazione ha rappresentato, in origine,
il più importante mezzo di sussistenza per le popolazioni valligiane.
Le masse rocciose di cui è costituita la crosta e da cui si estrae
la LUSERNA si originano e si evolvono in condizioni molto varie, che si
possono sintetizzare in tre grandi processi litogenetici. Questi tre processi,
che danno origine alle rocce, prendono i nomi di magmatico (o ligneo),
sedimentario e metamorfico.
La LUSERNA ha origine
metamorfica: il processo metamorfico ha come caratteristica fondamentale
la trasformazione, che avviene per reazioni allo stato solido (cioè
senza l'intervento di soluzioni o di fusi, come negli altri processi),
di rocce preesistenti (magmatiche, sedimentarie) che vengono a trovarsi
in condizioni ambientali decisamente diverse da quelle di origine. Le rocce
metamorfiche presentano una tipica scistosità, cioè la proprietà
di suddividersi facilmente in lastre.
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